Arriva in fiera la protesta dei suinicoltori
Le associazioni di categoria invocano l'intervento del Governo
Sono arrabbiati, delusi e preoccupati.
Nonostante la pioggia battente questa mattina, giovedì 16 aprile, i produttori aderenti alle principali associazioni di categoria agricole hanno organizzato davanti ai portoni delle Fiere di Reggio Emilia, dove si apprestava ad aprire i battenti la 50esima Rassegna Suinicola Internazionale, una protesta per sensibilizzare l'opinione pubblica e sollecitare l'intervento del Governo sulla grave crisi che attanaglia il settore suinicolo nazionale.
“Armati” di megafoni, volantini e bandiere, i produttori hanno deciso che è giunto il momento di alzare la voce per chiedere iniziative concrete e non parole contro l'aggravarsi della crisi del settore suinicolo. Cia, Confagricoltura, Copagri, Unapros, Aps, Asser, Assosuini, Assocom, Opas hanno deciso di manifestare per attirare l'attenzione di consumatori, media, enti locali e forze politiche sulla crisi delle aziende suinicole.
Coloriti ed efficaci gli slogan della protesta: “No alla fine della Suinicoltura italiana!”, “Cosa mangeranno i nostri figli domani?”, “Filiera così fatta: un cappio al collo per allevatori e consumatori”, “Chi controlla chi?”, “Carni italiane: garantite!”, “Stiamo chiudendo gli allevamenti!”.
“Sono tre anni che il settore è in crisi – spiega Ivan Bertolini, presidente di Cia Reggio Emilia – Chiediamo al Ministro Zaia di rispettare quanto promesso un anno fa e cioè di attivare linee di credito per la conduzione delle imprese e puntare sulla valorizzazione della produzione italiana con l'istituzione, per esempio, del Gran Suino Padano”.
Alla protesta aderisce anche Assosuini. Il presidente Maurizio Ferri sottolinea i rischi per il consumatore finale dei prodotti. “In una situazione di crisi prolungata come quella che stiamo vivendo – accusa Ferri – è la qualità dei prodotti a risentirne in particolare sul versante della sicurezza alimentare perchè se le aziende italiane sono in crisi è naturale che ci si rivolga all'importazione di carni da paesi con regole diverse. Al Governo chiediamo aiuti per le aziende in crisi, ma per il momento dal Ministro non ci sono arrivate risposte soddisfacenti”.
Nel ribadire la necessità di operare in tempi stretti, le organizzazioni dei produttori sollecitano la predisposizione di un progetto di salvaguardia del settore che coinvolga tutte le componenti interessate, dalla pubblica amministrazione alle singole imprese.
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